Negli ultimi quarant’anni una rivoluzione in ambito medico e soprattutto chirurgico è stata l’avvento dell’endoscopia.

La novità dell’endoscopia è stata, di fatto, quella di modificare il percorso per entrare nel corpo umano.

Prima di essa, per raggiungere gli organi all’interno del corpo, era necessario “aprire un varco”, incidere la cute, i muscoli, le cartilagini ed a volte sezionare anche le ossa.

La tecnica endoscopica, mediante gli endoscopi, attraverso ingressi naturali (nel caso dell’otorinolaringoiatria la bocca, il naso o l’orecchio)  raggiungere gli organi contenuti nel corpo umano. 

E’ possibile, quindi, eseguire una chirurgia mirata, più rispettosa della fisiologia e, soprattuto, con un decorso postoperatorio più rapido ed una qualità di vita migliore per il paziente.

La chirurgia endoscopica del naso (definita dall’acronimo anglosassone ESS: Endoscopic Sinus Surgery) è utilizzata per interventi di asportazione di neoformazioni endonasali (polipi, malformazioni, tumori benigni e maligni) e per la chirurgia della sinusite.

I sintomi delle patologie nasali sono differenti a seconda che si tratti di una patologia infiammatoria o di altra natura. Di solito il paziente affetto da sinusite lamenta ostruzione nasale, riduzione dell’olfatto, cefalea, tosse, a differenza del paziente sofferente di sinusite ricorrente il quale lamenta una sintomatologia simile ma spesso localizzata ad una solo narice, rinorrea muco purulenta (pus che fuoriesce da una narice) ed a volte febbre anche elevata.

Gli endoscopi nasali, dello spessore di pochi millimetri, sono collegati ad una fonte luminosa ed ad una telecamera HD ( ad alta definizione) in modo tale da illuminare le strutture endonasali e permettere all’operatore di vedere “nel naso” con dovizia di particolari ed eseguire l’intervento nel modo più preciso possibile. 

Si raggiungono così i seni mascellari, etmoidali, frontali e sfenoidali (le cavità aeree che sono al lato del naso) che spesso sono interessate dalla patologie infiammatorie e neoplastiche di questo distretto. 

Il paziente, dopo l’intervento di ESS, rimane in osservazione in ospedale circa due giorni per poi essere medicato prima della dimissione.

La visita preoperatoria , come del resto i controlli, sono eseguite sempre in endoscopia senza alcun fastidio per il paziente. 

Non si esegue mai un intervento di endoscopia nasale senza aver valutato il paziente in endoscopia. 

L’endoscopia diagnostica è un esame ambulatoriale somministrabile all’adulto quanto al bambino e prevede la somministrazione preliminare di un “puff” di anestetico topico che riduce alquanto la sensibilità delle mucose delle vie aeree superiori rendendo l’esame confortevole e praticamente indolore!

Mediante l’endoscopia diagnostica è possibile esaminare anche la laringe per la diagnosi delle patologie benigne e neoplastiche di questo distretto. 

Il sintomo che spesso lamentano i pazienti affetti da sospetta patologia laringea sono la disfonia (perdita della voce) associata, secondo il tipo di patologia e della gravità, a disfagia (dolore ad ingoiare), dispnea (difficoltà a respirare) ed ad otalgia (mal di orecchio). 

I professionisti della voce (cantanti, avvocati, insegnanti) sono sovente quelli più a rischio di patologie professionali per l’abuso vocale. Noduli cordali, polipi ed edema cronico delle corde vocali (edema di Reinke) sono le patologie più frequenti e rappresentano, allo stesso tempo, la naturale storia evolutiva di uno stress vocale protratto. In uno stato inziale (noduli cordali) la patologia può essere trattata con la riabilitazione logopedica. Le forme più avanzate (noduli più voluminosi, polipi ed edema di Reinke) devono essere trattati chirurgicamente. 

Altra causa di disfonia e disfagia può essere anche una neoplasia della laringe, la cui localizzazione più frequente è a livello delle corde vocali. Di solito il paziente è (oppure è stato) un fumatore e/o bevitore di alcolici e superalcolici. 

Anche per queste patologie la tecnica chirurgica si è evoluta verso un approccio endoscopico. L’asportazione chirurgica, attuale “gold standard” e da me utilizzata, è la laserchirurgia laringea con l’utilizzo del laser a CO2. Essa è una tecnica che consente di raggiungere, visivamente attraverso il microscopio,  la laringe nelle sue sottosedi che appare ingrandita di 10 volte, consentendo così di valutare anche i minimi particolari e di asportare con precisione le neoformazioni mediante l’utilizzo del laser a CO2. Questo laser è veicolato sulle strutture per via ottica e focalizzato ed allineato al microscopio. L’operatore, mediante un piccolo joystick, lo dirige sull’area da incidere per procedere all’intervento.

Il laser è un bisturi che ha non solo la proprietà di taglio ma anche di emostasi (arresto delle emorragie proveniente da piccoli vasi). Queste due proprietà permettono all’operatore di essere molto preciso nell’esecuzione dell’intervento. 

L’endoscopia operativa e chirurgica, quindi, offre tanti vantaggi, è una tecnica innovativa e ha stravolto in senso positivo l’approccio a molte patologie benigne e maligne in ambito otorinolaringoiatrico. Ma qual’è il risvolto della medaglia? 

Prevenzione ed attenzione ai sintomi!!!

In presenza dei sintomi su esposti sia per le patologie nasali che laringee e di una loro persistenza oltre i 10 – 15 giorni, rivolgersi allo Specialista ORL rende possibile una diagnosi precoce ed un approccio mini-invasivo.

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